ENTROTERRA
San Leo
Arroccato su di una roccia a strapiombo sulla Valmarecchia, il piccolo borgo di San Leo può essere considerato il gemello naturale di San Marino, sia per questa sua caratteristica conformazione, sia per le vicende che hanno determinato la sua fondazione. Secondo una ricostruzione a metà tra storia e leggenda intorno al 250 d.C. Leone e Marino, due tagliatori di pietra venuti dalla Dalmazia per ricostruire le mura della città di Rimini, si stabilirono rispettivamente sul Monte Feliciano e sul Monte Titano dando vita a due piccole comunità cristiane. Col passare del tempo le due comunità divennero insediamenti stabili, quelli che oggi ritroviamo a San Leo e San Marino. Domina la città il Forte, che si eleva nel punto più alto dello sperone di roccia, rimaneggiato  nel XV secolo e successivamente trasformato in prigione. In una delle sue celle vi trovò la morte Giuseppe Balsamo, noto come Conte di Cagliostro, alchimista ed esoterista condannato per eresia. Tra i luoghi di grande interesse, oltre al Forte, è degna di nota la Pieve di Santa Maria Assunta, bellissimo esempio di edificio romanico risalente al XI secolo, il Duomo di San Leo, noto anche come Cattedrale di San Leone, edificata sui resti di una precedente chiesa e rimaneggiata con interventi successivi fino all’attuale aspetto romanico-longobardo.

Di grande fascino è l’intero borgo che si snoda a partire da Piazza Dante Alighieri, fulcro di San Leo, dalla quale avventurarsi attraverso strette viuzze per godersi gli scorci più incantevoli. Un tempo fortezza inespugnabile del Montefeltro, San Leo conserva ancora oggi un'unica via di accesso tramite la strada panoramica tagliata nella roccia, sempre molto suggestiva.


Verucchio
Verucchio sorge proprio al confine con la Repubblica di San Marino su di una ammasso roccioso che ha contribuito a rendere l’intero luogo una sorta di fortezza naturale. Tra i più caratteristici borghi dell’entroterra della Riviera Romagnola, Verucchio deve la sua fortuna alla famiglia dei Malatesta che qui ebbe origine per poi espandere il proprio dominio su tutta la Romagna in epoca Medievale, lasciando numerose delle testimonianze ancor oggi visibili in tutta la zona.
Tra le principali attrattive di Verucchio è infatti proprio la bellissima e imponente Rocca dei Malatesta, o Rocca del Sasso, che domina dall’alto l’intero centro abitato. Attualmente sede di una collezione di armi antiche, la Rocca è stata edificata e rimaneggiata a partire dal XII secolo, fino al XVI secolo. Durante le visite alla rocca si possono ammirare alcune stanze, la Sala Grande, le segrete e il Mastio, dal quale godere del suggestivo panorama che si apre tutto intorno, verso le colline e il mare.
Da non perdere anche un giro per le vie del borgo di origine medievale, caratterizzate dalla presenza di piccole botteghe di prodotti artigianali e da numerose taverne e ristoranti in cui gustare le tipicità locali.


Torriana e Montebello
Proseguendo l’itinerario attraverso i borghi dell’entroterra romagnolo in prossimità della Repubblica di San Marino si incontrano le roccaforti di Torriana e Montebello, anche’esse legate alla storia e alle vicende della famiglia dei Malatesta.
Di origine Villanoviana, Torriana era un tempo nota con il nome di “Scorticata”, proprio ad evocare la nudità e l’asprezza della roccia su cui è letteralmente aggrappato il piccolo centro abitato, dominato dalla Rocca. Dell’antica fortezza malatestiana restano oggi intatti solo i torrioni, la porta, ed una porzione delle mura, mentre il resto della struttura ha subito recenti rimaneggiamenti.
Diverso è il destino che ha segnato il castello del piccolissimo borgo di Montebello, di notevole interesse storico. Proprio qui, in quello che veniva definito il “Mons Belli”, nel III secolo a.C. i Romani edificarono una torre di vedetta, successivamente annessa ad una vera e propria fortezza militare nel XI secolo, passando sotto il dominio dei Malatesta. Intorno al XV secolo la Rocca venne ceduta alla famiglia dei Guidi di Bagno di Romagna, tuttora proprietaria del castello, che vi fece aggiungere una residenza signorile. Molto ben conservata e di grande fascino, la Rocca di Montebello suscita curiosità ed interesse anche per la leggenda della piccola Azzurrina, figlia di un feudatario di Montebello che qui scomparve intorno all’anno 1375 in misteriose circostanze e della quale ancora oggi sembra udirsi il lamento durante il solstizio d’estate di ogni lustro. Per i più scettici è d’obbligo una visita al castello per ascoltare le suggestive registrazioni effettuate in occasione di tre diversi solstizi.
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